Leggiamo l’Intelligence

29 Ottobre 2020

La bibliografia sulla storia, protagonisti e discipline dell’Intelligence

Una nuova bibliografia dell’Intelligence, sei anni dopo la prima edizione. Un aggiornamento necessario, certo. Ma per adeguarsi non solo alle novità editoriali: anche, e più ancora, al mondo che nelle stesse si riflette, nel perenne gioco di specchi fra la realtà e la sua interpretazione senza il quale saremmo incapaci di affrontare il tempo che ci è dato vivere. Perché, in epoca di accelerazione della storia, le minacce alla sicurezza nazionale evolvono a grandi passi, cosa che non sfugge a chi è investito della responsabilità di prevenirle e contrastarle, ed è altrettanto evidente a quanti, in Italia e nel mondo, si impegnano nella ricerca e nella produzione bibliografica: lo dimostra questa selezione ragionata, ed è una gran buona notizia per tutti, se è vero, come è vero, che le biblioteche sono “i granai dello spirito”. Merito degli autori censiti in questa pagine.

Merito anche, sia detto con una punta di orgoglio, dell’opera di promozione della cultura della sicurezza, nella quale l’Intelligence italiana spicca, anche nel confronto su scala internazionale. Ha sparso semi, e parte dei frutti li ritroviamo pure nei libri confluiti in questa bibliografia, che dunque non altera nella sostanza, volutamente, l’impianto della prima edizione e rimane, quindi, non esaustiva ed ovviamente provvisoria: un documento vivente, per definizione. Bastevole nondimeno, almeno nelle intenzioni, ad alimentare quel circolo virtuoso fra conoscenza e consapevolezza del quale l’azione a presidio della sicurezza nazionale ha assoluto bisogno di alimentarsi. Oggi più di ieri, perché frattanto le nuove dimensioni della minaccia, quella economico-finanziaria e quella cibernetica, sempre più connesse fra loro, hanno guadagnato un’insidiosa preminenza sui pericoli del mondo analogico. Oggi non diversamente da ieri, tuttavia, è indispensabile affidarsi all’espressione più nobile della realtà fisica, il libro, strumento meraviglioso al quale l’umanità non potrà mai rinunciare nel decifrare la realtà, meno che mai nel confrontarsi con la creatura più complessa della sua mente, appunto il cyberspazio. Soprattutto per evitare che la creatura scappi di mano al suo artefice. Non sorprende, quindi, che gran parte degli aggiornamenti recensiscano opere italiane ed estere consacrate alle nuove sfide strategiche con le quali l’Intelligence è chiamata a misurarsi.

Eppure, non è questione di numeri. La vera scommessa è spargere altri semi, aggiungere valore, ché le informazioni, cuore dell’attività dei Servizi Segreti, si rivelano davvero utili solo nella misura in cui se ne rafforza l’efficacia conoscitiva. Per farlo, serve l’osmosi fra i saperi. Serve che le carte e i libri si parlino fra loro. Serve, soprattutto, che i libri vengano letti. Books are for use, recita la prima legge del grande bibliotecario indiano Ranganathan. Umberto Eco l’ha consegnata per sempre alla memoria collettiva: “il bene di un libro sta nell’essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, quindi è muto”. Ecco, in fin dei conti, anche questa, come tutte le bibliografie, è, prima d’ogni cosa, un’esortazione alla lettura. Che però, diversamente dalle altre, quanto più verrà raccolta, tanto più contribuirà a proteggere un bene che appartiene a tutti noi: la sicurezza del Paese. 

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Categoria: Archivio notizie

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